Da biemmestore in acf Fiorentina
Da biemmestore in acf Fiorentina
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| Acqua, in Italia è già affare privato |
| Da biemmestore in news |
In discussione un decreto legge che, appellandosi a normative comunitarie, regala le risorse idriche ai privati. Sull’esempio della Puglia, gli enti locali insorgono Ai più la faccenda è passata inosservata, ma al Senato è attualmente in discussione un decreto legge(135/09) che di fatto privatizza la gestione dell’acqua. Già pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, è di fatto in vigore. Ora si discute la sua conversione in legge prima che scada. Di contro, gli affidamenti “a favore di società a capitale interamente pubblico“, potranno realizzarsi soltanto dietro parere preventivo dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, “per situazioni eccezionali che, a causa di peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale di riferimento, non permettono un efficace e utile ricorso al mercato”. Insomma, l’acqua privatizzata diventa la “normalità“, quella pubblica, l’”eccezione“. Se ne deduce che, secondo l’Europa, le autorità pubbliche competenti (Stato, Regioni, Comuni) hanno la libertà di scegliere come offrire il servizio e a chi affidarlo, pubblico o privato. Sulla base della legislazione europea, la Puglia del Presidente Vendola ha quindi deciso di avviare le procedure per restituire statuto pubblico al locale acquedotto. A cascata, altri enti locali hanno seguito l’esempio pugliese: in Sicilia, sindaci e amministratori appartenenti al Coordinamento Regionale degli enti locali per l’acqua bene comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, hanno presentato una proposta di legge regionale analoga a quella pugliese. Insomma, è probabile che la “pratica acqua” non passi senza colpo ferire. |
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Da biemmestore in bellezze sportive



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Da biemmestore in sport calcio; acf fiorentina

Adrian Mutu e Alberto Gilardino
Pubblicato in Acf Fiorentina violanews, Sport/Calcio
Sono 24 i morti in Italia per influenza A, secondo il bilancio provvisorio. Tra le vittime di oggi, due sono morte a Roma. Un tecnico radiologo dipendente di una Asl della capitale è morto all’ospedale Spallanzani; la seconda vittima è una 18enne, già gravemente malata di fibrosi cistica. La terza vittima è una 13enne di Monza già affetta da patologie polmonari pregresse.
FAZIO RASSICURA
“La situazione da noi è migliore rispetto a quella di altri paesi: ci sono stati 44 decessi in Francia, 137 in Gran Bretagna, 73 in Spagna” ha detto nei giorni scorsi il viceministro alla Salute Fazio. “Siamo in pandemia influenzale, questa è una influenza. Come è noto le influenze sono malattie contagiose che provocano anche vittime, quindi è normale che ce ne siano”. Finora però, sostiene Fazio, l’influenza ha provocato “vittime in modo limitato, l’anno scorso il virus stagionale ha fatto 8mila morti”.
“Le Regioni, dal 30 di ottobre hanno ricevuto un milione di dosi di vaccini, a secondo delle quote di categorie a rischio a loro relative e non risulta che nessuna abbia esaurito le scorte ricevute” ha rassicurato il viceministro. “Cominceremo a vaccinare i bambini a partire da dicembre, dopo le prime urgenze, esaurite le categorie a rischio”.
LA VACCINAZIONE
Il piano di vaccinazione per il virus A/H1N1 coinvolge 4,2 milioni di italiani. Obiettivo la vaccinazione del 40% della popolazione. Primo a sottoporsi a vaccinazione il personale sanitario e dei servizi essenziali, poi tutte le altre categorie tra cui le donne in gravidanza. Ma non tutti sono convinti dell’utilità della vaccinazione. Il 60% dei medici ha già anticipato che non si inietterà il siero. Sfiducia nel vaccino (per alcuni “messo a punto troppo in fretta”) e una generale percezione del virus pandemico come lieve sono alla base del “no” alla vaccinazione da parte di molti medici e infermieri. Tutti i pazienti che vorranno effettuare questo vaccino, dovranno rivolgersi al proprio medico di base, per poi essere indirizzati in quelli che sono i centri specializzati più vicini. Per tutti coloro che hanno più di 65 anni, basterà poter effettuare il classico vaccino stagionale. Il vaccino è gratuito e ha bisogno di circa 15 giorni perché inizi a fare effetto.
CHI DEVE VACCINARSI
Dice la circolare del Ministero, in ordine di priorità l’offerta vaccinale sarà rivolta al:
- personale sanitario e socio-sanitario,
- personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile,
- personale del corpo nazionale dei Vigili del Fuoco,
- personale delle Forze Armate,
- al personale che assicura i servizi pubblici essenziali secondo piani di continuità predisposti dai datori di lavoro o per i soggetti autonomi dalle Amministrazioni competenti; donatori di sangue periodici.
Donne:
La vaccinazione è inoltre rivolta alle donne al secondo o al terzo trimestre di gravidanza, alle donne che hanno partorito da meno di 6 mesi o, in loro assenza, alla persona che assiste il bambino in maniera continuativa, ai portatori di almeno una delle condizioni di rischio di cui all’Ordinanza dell’11 settembre 2009, nonché ai soggetti con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine.
Bambini, minori e ragazzi:
Dovranno essere sottoposti a vaccinazione anche i bambini di età superiore a 6 mesi che frequentano l’asilo nido e i minori che vivono in comunità o istituzionalizzati.
I SINTOMI DELL’INFLUENZA: I sintomi dell’influenza da suino avvertiti dall’uomo risultano essere del tutto simili a quelli di una influenza “stagionale”. Febbre alta, tosse, letargia e mancanza di appetito. Alcune persone colpite dal virus hanno anche riferito di mal di gola, nausea, vomito e diarrea.
COME AVVIENE IL CONTAGIO? Il virus H1N1 si può trasmettere attraverso due distinti canali: a) attraverso il contatto diretto con gli animali infetti o con materiale (feci o altro) di provenienza da animali infetti; b) l’attuale mutazione del virus H1N1 permette alla malattia di trasmettersi da uomo a uomo attraverso i normali canali seguiti da altre malattie analoghe (influenza, raffreddore, ecc. ecc.), quindi anche per via aerea (starnuti, saliva ecc. ecc.) o attraverso il contatto fisico. Particolarmente pericolosi sono gli ambienti affollati (stadi, chiese, stazioni, metropolitane, ecc. ecc.). Da qualche giorno è partita la campagna di prevenzione del ministero.
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Viaggiareconunclick; biemmestore
Mai mi sarei aspettato di arrivare a un simile risultato!!! In dieci mesi è stato superato il muro delle diecimila visite. Ringrazio tutti coloro che ogni giorno visitano il mio blog e soprattutto ringrazio tutti quelli che hanno lasciato il proprio commento.
Saluti M.
| Amianto, come smaltirlo |
| Da biemmestore in news ambiente |
Ecco cosa fare se ce l’abbiamo in casa Dal 1992 l’uso dell’amianto è stato proibito in Italia. Tuttavia non è stato ancora smaltito dappertutto.La Legge 257 del 1992 impone alle Regioni il compito di adottare un piano di protezione, decontaminazione, smaltimento e bonifica. A casa propria Pagano i condomini Fin qui la teoria Metodi di bonifica
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Da biemmestore in news; altri articoli, trans Natalie
L’ANNUNCIO: VOGLIO CHIUDERE
Piero Marrazzo si è dimesso. Per questo motivo è stata convocata una riunione straordinaria della giunta regionale del Lazio dal presidente reggente Esterino Montino che ha ricevuto le dimissioni dell’ormai ex governatore. “Basta, voglio chiudere, non avere più nessun contatto con la mia vita politica“, avrebbe detto ai suoi collaboratori.
LA LETTERA DI DIMISSIONI
“Ho operato per il bene della comunità laziale. Mi auguro che questo possa essermi riconosciuto al di là degli errori personali che posso avere commesso nella mia vita privata“. Con queste parole si conclude la lettera che il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, ha inviato al suo vice. “Le mie condizioni personali di sofferenza estrema – si legge nella missiva – non rendono più utile ai cittadini del Lazio la mia permanenze alla guida della Regioni. comunico con la presente le mie dimissioni definitive e irrevocabili dalla carica di presidente della Regioni Lazio. A tutti coloro che mi hanno sostenuto e a quanti mi hanno lealmente avversato voglio dire che finchè è stato possibile ho operato per il bene della comunità laziale”.
IL GIALLO DEL RITIRO IN ABBAZIA
Una giornata convulsa quella di oggi, passata tra le voci di ‘ricovero’ in un istituto religioso. In un primo momento si era parlato dell’abbazia di Montecassino, poi in seguito alla diffusione della notizia, la meta sembrerebbe essere cambiata. Si sono susseguite così le voci su Piero Marrazzo, che ha però trascorso la prima parte della giornata a casa, in compagnia della moglie. Resta da capire se deciderà di trascorrere la convalescenza prescritta dai medici per stress psicofisico lontano dalla sua abitazione.
IL PM: NON E’ INDAGATO
Che ci sia un po’ di confusione sul caso dell’ex Governatore del Lazio emerge anche dalla smentita della Procura di Roma sul presunto coinvolgimento nella rete ricattatoria di altri due esponenti politici. Intanto gli inquirenti della Procura di Roma spiegano che Marrazzo “non è stato convocato a piazzale Clodio e non è stato indagato. Non c’è alcun atto dell’inchiesta che possa chiamare in causa l’autosospesosi presidente della Regione Lazio”, dicono smentendo le voci di un presunto avviso di garanzia inviato a Marrazzo, riguardo un coinvolgimento di altro genere nella vicenda che lo ha portato a lasciare l’incarico.
IL LEGALE: I SOLDI ERANO DI NATALIE
Nel frattempo il legale smentisce quanto riportato nell’ordinanza del gip in cui si parla di un compenso di 5mila euro alla trans: “I soldi erano di Natalie” ha fatto sapere l’avvocato .Dall’ordinanza con la quale il gip di Roma Sante Spinaci ha disposto l’arresto dei quattro carabinieri che hanno tentato di ricattare il governatore emergono, infatti, i particolari della vicenda. Marrazzo avrebbe pagato cinquemila euro “per avere un incontro sessuale a pagamento con una certa Natalie“. Poi il blitz dei carabinieri che “sono entrati nell’appartamento con un atteggiamento estremamente arrogante” e infine il ricatto, la pretesa di essere pagati con “molti soldi” facendo capire a Marrazzo che “altrimenti vi sarebbero state rappresaglie o comunque conseguenze negative”. Sulle responsabilità dei carabinieri nessun dubbio: “Dalle risultanze di indagine emerge un quadro indiziario di assoluta gravità – si legge nell’ordinanza – nei confronti degli indagati, in particolare in relazione alle condotte poste in essere per la realizzazione di un piano preordinato e per l’acquisizione di profitti illeciti“.
VIA AL TOTONOMINE
Per quanto riguarda le candidature in vista delle elezioni regionali il capitolo resta apertissimo e, in attesa delle dimissioni di Marrazzo, il centrosinistra si agita alla ricerca di un candidato credibile, autorevole e ’senza macchia’. E nel Pd di nuovo conio, quello di Pierluigi Bersani, nato ieri dopo la sua vittoria alle primaria, si accarezza l’idea di un candidato ‘non politico’, l’ennesimo per la Regione Lazio dopo Marrazzo e Badaloni, entrambi giornalisti di provenienza Rai.
IL MISTERO DEL VIDEO
Secondo alcuni quotidiani sarebbe stato lo stesso Silvio Berlusconi ad avvertire Marrazzo dell’esistenza di un “video compromettente che lo riguardava” girato a luglio a via Gradoli. Palazzo Chigi non conferma né smentisce la notizia ma il direttore di Chi Alfonso Signorini in un’intervista telefonica con Sky Tg 24 ha dichiarato di non essere stato lui ad avvertire il premier. Il video, ha spiegato Signorini, è stato offerto al settimanale “dall’agenzia Masi alla modica cifra di duecentomila euro trattabili. Ho deciso autonomamente di non pubblicarlo, come avevo fatto a suo tempo con le foto dell’auto di Silvio Sircana vicino a un transessuale”. Signorini ha aggiunto di non aver “mai, assolutamente” parlato del video con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma non ha escluso che il premier sia stato informato e che ne abbia parlato a sua volta con Marrazzo: “Se poi i vertici dell’azienda nella persona di sua figlia o di Costa abbiano parlato con Berlusconi dell’esistenza di questo video io non posso saperlo. Credo proprio sia vero che Berlusconi ha chiamato Marrazzo però non sono stato io a dare la notizia a Berlusconi”.
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Da biemmestore in viaggi; low cost
Festeggiamenti alla Porta di Brandeburgo
Era il 9 novembre del 1989, vent’anni or sono, quando crollava il Muro. Un evento storico, che ha cambiato il destino della città, fino ad allora divisa tra est e ovest, della Germania, dell’Europa e del mondo intero.
Per festeggiare il ventesimo anniversario, a Berlino sono previsti numerosi appuntamenti, tra cui mostre e attività commemorative nel corso dell’anno. Se non avete ancora visitato una delle capitali più vive e interessanti del Vecchio Continente o se la conoscete già, questo è l’anno giusto per vederla e per tornarci.
I principali musei come l’Haus am Checkpoint Charlie, il museo di storia, il Karlshorst, lo Stasi, il GDR hanno già in calendario parecchie esposizioni commemorative.
Fino a novembre, i palazzi governativi, le ambasciate e i nuovi edifici saranno vere e proprie opere d’arte da visitare, a testimonianza dei cambiamenti architettonici avvenuti Berlino dalla caduta del Muro. Il progetto si chiama ‘On the spot – Twenty Years of Berlin in transformation’ e prevede installazioni e proiezioni sulle facciate dei palazzi ed eventi culturali previsti ad ogni inaugurazione, tra cui concerti e vernissage.
Una mostra all’aperto in Alexanderplatz, ‘Peaceful revolution 1989-90’, ricorda le proteste della primavera dell’89 organizzate dagli attivisti per i diritti civili, che portarono alla caduta del Muro di Berlino nell’autunno dello stesso anno. La mostra raccoglie documenti, filmati, immagini e sono previsti alcuni tour nei luoghi più significativi, tra cui la linea del Muro toccando il celebre Checkpoint Charlie, la Porta di Brandeburgo, Postdamer Platz e l’ex quartier generale delle SS.
Il museo di storia ha inaugurato una mostra di opere realizzate nel periodo in cui la Germania era divisa e che si concluderà nel gennaio del 2010. Alla Max Liebermann Haus ha aperto i battenti una mostra fotografica sui momenti più salienti di quel 1989, quando i berlinesi scavalcarono il Muro.
Il 9 novembre si concludono i festeggiamenti del ventesimo anniversario con un mega evento, il Festival della Porta di Brandeburgo. E’ previsto un concerto a cui partecipano star di livello internazionale.
Per l’occasione, i bambini berlinesi stanno costruendo gigantesche pedine di plastica come quelle del domino, alte più di un metro, che rappresentano i blocchi del Muro. Le pedine saranno allineate sui due lati della Porta di Brandeburgo, lungo una linea di 2 km su cui una volta correva il Muro che divideva in due la città. Il Muro simbolico crollerà con effetto domino! Per chi è giovane e nell’89 non ha assistito all’evento, sui maxischermi nella piazza saranno proiettati filmati storici. Non mancheranno i fuochi d’artificio a illuminare la notte berlinese.
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